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Alla scoperta dell’Ultra HD Premium

La qualità delle immagini e del flusso video, in genere, è una caratteristica che nel corso degli ultimi anni è diventata sempre più oggetto di interesse da parte degli appassionati di cinema (e non solo): tra gli ultimi standard introdotti sul mercato, l’Ultra HD Premium si è saputo ritagliare un posto di primo piano.

Per cercare di creare uno standard però che potesse davvero rendere più entusiasmante e soddisfacente questo tipo di esperienza video, ottimizzando i processi di realizzazione del materiale audiovisivo e, nello stesso tempo, anche la produzione di supporti multimediali in grado di valorizzarne al meglio le caratteristiche.

Ecco che quindi si è arrivati a stabilire quali sono i parametri del display per questo standard, con una risoluzione delle immagini che deve essere pari a 3.840 x 2160 pixel, mentre che la profondità del colore delle stesse deve essere nell’ordine dei 10 bit e, ancora, la rappresentazione del colore deve essere del tipo Rec./BT. 2020.

Alla stessa stregua, per quanto riguarda la riproduzione del colore da parte dello schermo, bisogna offrire un valore superiore al 90 percento DCI-P3, o ancora, un valore HDR pari a 1.000 candele per metro quadro, per arrivare poi a un rapporto di contrasto dell’LCD pari a 20’000 e, nell’OLED, di 1’000’000.

Esaminando i dati che vi abbiamo riportato qui sopra, ci si rende conto di come, al di là dell’importanza del valore della luminosità massima, nel caso dell’Ultra HD Premium ci si sia preoccupati di stabilire dei limiti per quanto riguarda le differenze, ritenute in questo senso più rilevanti in rapporto ai valori assoluti.

Balza anche all’occhio, infine, il fatto che lo spazio colore sia Rec./BT. 2020, dovendo tuttavia precisare che, lo stesso, per una questione di economicità e di difficoltà nel superamento di alcune problematiche tecnologiche, sia stato limitato nella riproduzione colore dal valore del DCI-P3 (circa il 75% dello standard Rec./BT. 2020).